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Fu l’autore del celeberrimo Autobiografia di uno Yogi (1947), testo di grande impatto spirituale per moltissimi praticanti, testimonianza senza precedenti dell’antico tirocinio yogico narrato con linguaggio moderno e avvincente. Dopo circa trent’anni d’insegnamento e proselitismo Yogananda lasciò il corpo nel 1952, manifestando i segni miracolosi dell’incorruttibilità, davanti ai quali la scienza non poté che constatarne il fenomeno.
Un'altra grande figura importante per la diffusione in Occidente dello Yoga, del suo insegnamento e dei centri che ne sono portatori, fu Swami Shivananda Saraswati (1887-1963). Kuppuswami (così chiamato alla nascita), esercitò la professione medica con dedizione e speciale umanità per dieci anni nella Malesia Britannica prima di dedicarsi alla vita spirituale. A Rishikesh incontrò infine il suo maestro, Vishvananda Saraswati che lo iniziò alla vita monastica. Trascorse circa un decennio di ritiro ascetico, conseguendo i poteri paranormali e l'illuminazione. Nel '36 fondò la Divine Life Society e nel 1948 la Yoga Vedantic Forest Academy ed altri istituzioni di scienza yogica, che ebbero analoghi centri in tutto il mondo. In tutta la sua vita, trascorsa esclusivamente in India, scrisse più di duecento libri di carattere filosofico e di pratica yogica, che seppero ispirare migliaia di ricercatori, sua fu la famosa serie di asana detta sequenza Rishikesh.
Rimanendo in ambito indiano Nirmala Sundari Devi, (1896-1982) nota come Anandamoy Ma, fu una donna di eccezionale realizzazione. Sin bambina mostrò attitudini singolari che con l’età adulta si rivelarono come le caratteristiche inconfutabili della completa unità col Divino, mostrando poteri paranormali come bilocazione, veggenza, guarigioni miracolose, estasi, trasfigurazioni e digiuni prolungati.
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